A spasso nel tempo! – Episodio #9

L’ISLAM E I DEODORANTI

In Medio Oriente, dopo l’espansione dell’Islam, l’uso dei cosmetici (come il Kohl) venne limitato, perché si diceva che mascherasse il vero aspetto delle persone e provocasse un desiderio incontrollato, contrario ai dettami religiosi. Tuttavia nella legge islamica non ci fu un divieto assoluto di utilizzarli. Ci sono molte ahadith (i detti) del Profeta che si riferiscono alla pulizia, al corretto abbigliamento e alla cura dei capelli e del corpo.

Nella Spagna musulmana, in Andalusia, nella città di Cordova visse il famoso medico e chirurgo Al-Zahrawi (936-1013 d.C.), conosciuto anche come Albucassis. Egli scrisse un’opera monumentale, un’enciclopedia medica intitolata “Al-Tasreef”, in 30 volumi, che fu tradotta in latino e utilizzata come principale libro di testo medico nelle università europee dal XII° al XVII° secolo.

Zahrawi considerava i cosmetici un ramo preciso della farmacologia, per cui vi dedica un capitolo. Si occupa in particolare di deodoranti ascellari, strumenti per rimuovere i peli, lozioni per le mani, tinture per capelli, metodi per stirare i capelli ricci, per rafforzare le gengive e sbiancare i denti. Parla anche dei benefici delle lozioni abbronzanti, elencandone in dettaglio gli ingredienti.

Per l’alitosi risultante dal consumo di cipolle e aglio, Zahrawi suggerisce di masticare cannella, noce moscata, cardamomo e foglie di coriandolo. Un altro rimedio per l’alito era il formaggio fritto in olio d’oliva condito con chiodi di garofano in polvere.

Zahrawi suggeriva inoltre di tenere i vestiti in un angolo pieno di incenso in modo che potessero assumere una piacevole fragranza.