A spasso nel tempo! – Episodio #7

LA GRECIA E LE SOPRACCIGLIA FINTE

La parola “cosmetico” deriva dalla parola greca “kosmein” che trasmette il significato di “decorare”, “curare”, e più in generale produrre armonia tra corpo e mente.
La bellezza dell’aspetto esteriore, in accordo con quella interiore, nella Grecia pre-cristiana era considerata il requisito fondamentale per un profondo sentimento di felicità.

Con Alessandro Magno i Greci invasero l’Egitto, e mostrarono grande interesse per le conoscenze in campo medico e cosmetico, sebbene i sacerdoti egizi non fossero propensi a divulgare i segreti dei loro sacri unguenti alle vicine civiltà “primitive”. Comunque in Grecia si diffusero presto oli preziosi, profumi, polveri cosmetiche, ombretti, lucidalabbra, smalti, unguenti di bellezza e tinture per capelli. L’esportazione e la vendita di questi articoli costituivano una parte importante del commercio nel Mediterraneo.

Nel IV secolo a.C. le donne greche si dipingevano i volti con la biacca e usavano le more tritate per il rosso; sbiancavano la carnagione con la cipria in polvere e utilizzavano un rossetto fatto di argilla ocra mescolata a ferro rosso.

Inoltre andava di moda anche l’applicazione di sopracciglia finte, spesso fatte di pelo di bue.