A spasso nel tempo! – Episodio #6

Gli Ebrei e la Mirra

Gli antichi Ebrei impiegavano profumi per consacrare i templi, gli altari, le candele e i sacerdoti. Il libro dell’Esodo (circa 1200 a.C.) fornisce una ricetta per l’olio dell’unzione sacra: contiene mirra, cannella e calamo mescolati con olio d’oliva.
Sebbene la Legge Mosaica decretasse una severa punizione a chiunque usasse gli oli o l’incenso sacro per un uso non religioso, esistevano alcuni aromi che erano permessi per la cura del corpo. Il Talmud ad esempio richiedeva al marito di fornire cosmetici alla propria moglie, così si sarebbe sentita meglio e si sarebbe resa più attraente per lui.
Due riferimenti biblici al profumo sono inclusi nei Proverbi 27:9: “Unguento e profumo rallegrano il cuore”; e nella Canzone di Salomone 1:13-14: “Come un fascio di mirra è il mio amato per me; egli giacerà tutta la notte tra i miei seni. Il mio amato è per me come un grappolo di henné nei vigneti di En-gedi”.
La mirra ha un’origine leggendaria, raccontata da Ovidio. Mirra, figlia del re di Cipro Cinira, amava follemente il proprio genitore e, con la complicità della nutrice e del buio, una notte riuscì a giacere con lui. Quando Cinira la riconobbe, furioso fece per ucciderla, ma Mirra riuscì a fuggire e pregò gli Dei di privarla sia della vita che della morte. Allora gli Dei la trasformarono in un albero: le sue braccia divennero rami, la sua pelle corteccia, il suo sangue linfa. Mirra continua ancora adesso a piangere per il suo peccato e dall’albero trasudano le sue gocce rossastre.
Una curiosità: l’immagine sul lino della Sacra Sindone si deve alla presenza di aloe e di mirra.