A spasso nel tempo! – Episodio #11

IL RINASCIMENTO E LA BIACCA

Durante il Rinascimento in Europa crebbe l’industria, si tornò a finanziare le scienze e le arti, e le nuove rotte commerciali diffusero nuove mode. Nonostante questi progressi, i cosmetici non erano ancora disponibili per la grande parte della popolazione. Esisteva sì la colorazione dei capelli o l’uso di bianco d’uovo sulla pelle per nascondere le rughe, ma l’abitudine al trucco era appannaggio dell’aristocrazia.
Col regno di Elisabetta I (1558-1603), in Inghilterra il trucco divenne molto popolare. Elisabetta era famosa per la sua carnagione pallida, ottenuta grazie all’uso della biacca. La sua cosiddetta “maschera di gioventù” è presente in quasi tutti i suoi ritratti.
Volti pallidi e labbra dai colori vivaci perciò si diffusero ovunque, anche se questa moda (definita “angelica”) non durerà a lungo. Successivamente i cosmetici (specialmente quelli per il viso e le unghie) si diffusero solamente fra le donne dei ceti più bassi, come le prostitute.
La biacca è un pigmento costituito da carbonato basico di piombo. Se utilizzata spesso, questa sostanza mangia via la pelle del viso, ma la voce popolare del tempo diceva che eliminasse le imperfezioni. La regina Isabella di Castiglia la utilizzava ad esempio per nascondere le cicatrici del vaiolo. Solo in seguito si accertò che, con l’assorbimento cutaneo, il bianco di piombo può causare sterilità e portare alla follia.