‒ Mammaaaaaaaaaaaa non trovo il maglione rosa!

Valentina scuote la testa mentre prepara le merende. Panino al salame per Marta e panino alla nutella per Elia.

‒ Mammaaaaaaaaaaaaaaaa non c’è, non c’è! Io non lo so dove me le metti le cose! Ti odio!

I toni sono sempre più acuti.

‒ Marta, non strillare, controlla tra la roba da stirare.

Valentina si chiede se sopravvivrà all’adolescenza della figlia.

‒ Elia, allacciati le scarpe e metti il grembiule, hai lavato i denti?

Elia sta sfogliando l’album dei Pokemon, non risponde, si limita a guardare i lacci lunghi delle scarpe da basket e risponde:

‒ Aspe’ ma’, ora faccio tutto e i denti me li sono già lavati.

‒ Fammi vedere un po’.

Valentina avvicina il naso alla bocca del bambino, l’alito di latte e cioccolato la investe, il nauseabondo afrore le annebbia la vista, in un attimo toglie l’album dalle mani del bambino glielo sventola davanti e gli intima:

‒ Fila immediatamente a lavarti i denti, infila la merenda nello zaino e preparati bene, altrimenti questo lo regaliamo a un bambino più ubbidiente di te.

Elia abbassa la testa, offesissimo, entra in bagno, Francesca sente scorrere l’acqua, guarda l’orologio, cinque minuti all’alba.

Davanti alla porta di casa saluta i ragazzi, Marta col suo maglione rosa ed Elia coi lacci perfettamente legati.

‒ In bocca al lupo ragazzi, ci vediamo a pranzo. Mi raccomando: attenti a come attraversate.

Andati. Sono andati.

Valentina siede davanti al tavolo della cucina, la luce del sole rischiara la sua colazione pronta sul tavolo. Pane tostato, ciambelline alla marmellata, caffè bollente. È in quel momento che si sente una principessa, non pensa alle faccende della giornata, non programma nulla. È uno spazio tutto suo. Certo, magari le principesse hanno la pelle del viso un po’ più luminosa e fresca, ma anche per quello forse un rimedio c’è.

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Valentina con Apsogos
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