Macchie sul viso, cause e rimedi

Le macchie sulla pelle del viso sono un fastidioso inestetismo che colpisce quasi la metà delle donne (ma anche gli uomini). È odiato al pari delle rughe, perché conferisce un aspetto poco sano e poco giovane.

L’iperpigmentazione – questo è il nome dermatologico del fenomeno – è il risultato di un malfunzionamento nell’attività dei melanociti, a cui consegue un accumulo eccessivo di pigmenti in aree definite della pelle.

Normalmente queste discromie iniziano ad apparire dopo i cinquant’anni come conseguenza naturale dell’invecchiamento, ma spesso capita che appaiano anche in pelli molto più giovani.

Le iperpigmentazioni, che possono interessare tutta la superficie corporea oppure essere localizzate in aree più o meno piccole, si suddividono in classi a seconda della conformazione, della localizzazione e delle cause da cui hanno origine:

 

Efelidi e lentiggini. Le prime si manifestano esclusivamente nelle zone fotoesposte, tendono ad accentuarsi nei periodi estivi e a diminuire in inverno. Le seconde invece sono accumuli superficiali di melanina che possono localizzarsi in tutto il corpo, e possono essere presenti fin dalla nascita o insorgere e/o aumentare successivamente.

 

Nevi. Più comunemente chiamati nei, sono accumuli di melatociti; possono apparire in qualsiasi parte del corpo, non subiscono variazioni cromatiche con l’esposizione solare, possono essere presenti fin dalla nascita, ma più spesso possono apparire e/o aumentare durante il corso della vita.

 

Macchie senili. La loro comparsa si deve all’avanzare dell’età e sono il risultato di un processo degenerativo cutaneo che porta alla distribuzione non omogenea della melanina, in particolar modo sul dorso delle mani e in alcune aree del viso.

 

Melasma. Si tratta di una ipermelanosi causata prevalentemente da fattori ormonali, e caratterizzata dalla presenza di macchie di color bruno sul volto. Spesso compare nelle donne in gravidanza.

 

Dermatite di Berloque. Si tratta di una reazione fototossica di modesta entità che solitamente segue al contatto con prodotti cosmetici che contengono psoraleni, (acqua di colonia, lozioni dopobarba, profumi), e la seguente esposizione solare. Spesso le macchie assumono la forma dell’applicazione del cosmetico.

 

Iperpigmentazioni postinfiammatorie. Qualsiasi processo infiammatorio può dar luogo a questo fenomeno (acne, peeling chimici). Qui, oltre al danno delle cellule, c’è anche un aumento di melanociti.

 

Melanosi di Riehl. Caratterizzata da macchie di color bruno-grigio che compaiono su tutto il viso, e in special modo su tempie e fronte, con desquamazione. Colpisce maggiormente le donne, per via del maggior impiego di prodotti di make-up.

 

Morbo di Addison. È una patologia cronica molto rara che porta alla diminuzione della funzionalità delle ghiandole surrenali, e implica la comparsa di un’iperpigmentazione diffusa su tutto il corpo.

 

Gli accumuli melaninici che originano le macchie possono riguardare diversi livelli della pelle: il derma, l’epidermide o entrambi; il criterio dermocosmetico da seguire dipende dal tipo e dalla profondità delle ipermelanosi.

Restando in ambito cosmetico, e trascurando invece le patologie per le quali si rende necessario un trattamento medico, ecco quali strategie adottare:

 

Innanzitutto è necessario proteggere la pelle dalle radiazioni solari. Questo porta a limitare la produzione di melanina fotoindotta, e contrasta lo scurimento delle macchie già presenti.

Poi fare l’esfoliazione una volta a settimana, in quanto permette il distacco degli strati più superficiali dell’epidermide dove si concentrano impurità e cellule morte, e libera gli strati inferiori più luminosi e tenui.

Si possono poi utilizzare sostanze antiossidanti (vitamine, polifenoli, glutatione, coenzima Q10), che sono di grande aiuto nel trattamento delle ipermelanosi, perché la melanogenesi si basa su processi ossidativi.

Infine si deve usare una buona crema viso, come Bright Cream, ricca di principi attivi utili a contrastare la melanogenesi.

 

Kaly